Bio

Ho lasciato il mio Paese nel 2015, l mio viaggio è durato 5 mesi e prima di arrivare in Italia sono stato in carcere in Libia. Dopo essere arrivato a Lampedusa, sono stato trasferito a Messina, prima di arrivare a Palermo, la città dove vivo ora. Ho vissuto sulla mia pelle una sofferenza tale che anche a più di quattro anni dal mio arrivo in Italia preferisco non parlarne, i ricordi sono ancora molto vividi nella mia mente, delle ferite che spero un giorno si potranno rimarginare.

In Nigeria suonavo il pianoforte e il basso in chiesa, musica gospel. Quando vivevo in una comunità per minori a Palermo, decisi che dovevo imparare a suonare la chitarra. Quando ero da solo nella mia camera, suonavo la chitarra e provavo a cantare. All’inizio ero molto timido, ma suonare mi rendeva felice e mi dava la forza di andare avanti. Ho imparato a suonare la chitarra da autodidatta con dei video su Youtube in 7 mesi. Questa energia travolgente mi ha dato la forza di uscire di casa e cercare situazioni dove potessi fare pratica e incontrare altri musicisti. Ogni lunedì sera andavo a suonare in un pub dove si facevano jam session. 

La scoperta di Rosa Balistreri è nata da un suggerimento di un amico musicista, Francesco Riotta. Una sera ero a casa sua a provare per un concerto e lui mi ha fatto sentire Cu ti lu dissi. Quando ho ascoltato questa canzone per la prima volta, ho percepito una voce carica di emozioni che mi ha attratto molto fin da subito. Ho ascoltato la canzone molte volte e ho imparato il testo e la musica soltanto ascoltandoli. 

Quando ho incominciato a suonare e cantare le canzoni di Rosa Balistreri in pubblico, le persone che mi ascoltavano per la prima volta rimanevano molto stupite, lo vedo sempre dalle loro facce. Si chiedono come sia possibile che un africano riesca a cantare ed interpretare canzoni in siciliano. È una canzone che, ogni volta che la suono, riesce sempre a suscitare emozioni. 

Grazie a video come quelli di Repubblica, che mi ha intervistato mentre facevo busking per strada sono seguiti poi altri video, come quello di Palermo Festival davanti al murales di San Benedetto il Moro grazie al quale sono diventato un po’ conosciuto in Sicilia come il ragazzo che canta Rosa Balistreri. Da quello sono seguite una serie di interviste di testate giornalistiche, televisioni e radio locali, nazionali e internazionali.

Quest’anno ho vinto il premio Rosa Balistreri e Alberto Favara e ho ricevuto la Targa SIAE Giovane Autore a Musica contro le Mafie con una premiazione a Casa Sanremo nella quale ho suonato la mia “Non siamo pesci”.

Adesso è pronto un sogno che avevo nel cassetto da tanto tempo: il mio primo disco si chiama “Obehi”, contiene mie canzoni in inglese, italiano, siciliano e nel mio dialetto Esan ed esce il 20 marzo per l’etichetta 800A Records.